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LA NASCITA DEL COMUNE DI NOGAREDO
IL PALAZZO CANDELPERGHER
CASTEL NOARNA
LA CHIESA DI S.VALENTINO
DI NOARNA
LA CHIESA
DI S.MARIA
DI BRANCOLINO
LE STREGHE DI NOGAREDO
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Il Palazzo Lodron di Nogaredo, circondato da verdi vigneti, è
citato per la prima volta nel 1553. Una scritta sopra il portale
d'ingresso indica che fu edificato su preesistenze per volere del
Conte Nicoló Lodron nel 1593. E' ancora di proprietà
della famiglia Lodron.
Costruzione molto significativa per arte e storia, da sempre residenza
nobiliare dei Lodron insediatesi sul territorio lagarino sin dal
1456, è ricordato in modo particolare come sede del tribunale
nei processi alle streghe nel periodo
1647-1717.
I Lodron, uno dei casati più importanti del Trentino, erano
originari della zona a nord del lago d'Idro, con possedimenti nelle
valli Giudicarie, Rendena, del Chiese, fino alla Vallagarina, quando
risposero alla chiamata del principe Vescovo di Trento, Giorgio
Ilack. I conti di Castelbarco si rifiutavano infatti da alcuni anni
di chiedergli il rinnovo delle rocche di Castelnuovo, Castellano,
Nomi e Castelcorno. Il Vescovo allora incaricò i Lodron di
colpire gli infedeli feudatari e così Marco di Caderzone,
col padre Giorgio e lo zio Pietro, occupò Castelnuovo (ora
Castel Noarna) e obbligò
alla resa gli altri tre castelli. Come ricompensa, il vescovo affidò
in feudo ai Lodron i castelli di Castelnuovo e Castellano.
Verso la metà del Cinquecento il ramo di Vallagarina si divise
così nelle due linee di Castelnuovo e Castellano (che si
estinse con la morte del conte Antonio, il quale fu parroco di Villalagarina
e poi del duomo di Salisburgo).
Personaggio importante della famiglia fu Paride Lodron, arcivescovo
di Salisburgo e figlio di Nicolò. Nato nel 1586 a Castelnuovo
nella Val Lagarina, si recò a Salisburgo su iniziativa dello
zio Antonio per iniziare una carriera clericale. Divenuto arcivescovo
nel 1619, fino al 1653 incarnò in sé il modello ideale
del principe e del vescovo. Anche dopo il suo trasferimento a Salisburgo,
mantenne legami con i possedimenti Lodroniani trentini. L'architetto
bergamasco Santino Solari, artefice della costruzione del duomo
di Salisburgo e delle fortificazioni della città, fu incaricato
di ingrandire e trasformare il Palazzo di Nogaredo. In questo periodo,
quindi, l'edificio assunse l'aspetto attuale. La connessione architettonica
al duomo di Salisburgo come pure al castello di Hellbrunn è
evidente. Paride fece costruire la cappella dedicata a S.Carlo Borromeo,
su progetto di Solari, con decorazioni della volta di Donato (fra
Arsenio) Mascagni.
Paride Lodron morì nel 1653 e fu sepolto nel duomo di Salisburgo.
Quando all'inizio del Settecento il ramo di Vallagarina si estinse,
subentrò ad esso quello delle Giudicarie.
Lo stemma della famiglia Lodron viene così descritto: il
campo dello scudo è di colore rosso con un leone rampante
d'argento, con la coda bifida intrecciata tre volte - cimiero: il
leone del campo dello scudo nascente dalla corona.
Oltrepassato il portone che immette nel palazzo da Via Conti Lodron,
ci si immerge nel verde del giardino dei ciliegi (come dice il nome,
con molte piante di ciliegio); verso monte, un muro di cinta con
una bella fontana con un leone che regge il motto "Fortitudo",
emblema dei Conti Lodron. L'ingresso nobile del palazzo è
sormontato da una statua in pietra calcarea che rappresenta un ufficiale
imperiale in armatura (probabilmente lo stesso Nicolò). La
porta nord immette in un bel viale alberato con ippocastani, fra
due mura, che conduce alla località S.Lucia.
Il cortile è aperto al pubblico.
Il palazzo è disposto su tre lati: un lungo corpo centrale
e due ali.
Il corpo centrale è difeso verso valle da un muro con torri
agli angoli. Il viale d'accesso è compreso fra due torri
con naselli e feritoie.
Nelle sale del palazzo oggi si tengono concerti, manifestazioni
culturali, si festeggiano matrimoni. Nel salone ogni autunno, in
occasione del Festival Mozart di Rovereto viene fra altro eseguita
la "Serenata Lodron ("Lodronische Nachtmusik"), che
Mozart aveva composto a Salisburgo per i Lodron. La contessa Antonia
Lodron era amica dei Mozart, che abitavano nella stessa via. Wolfgang
Amadeus e la sorella Nannerl davano lezioni di pianoforte alle figlie
della contessa. Il concerto per tre pianoforti, il K242, fu composto
da Mozart per la contessa Antonia e le figlie Aloisia e Giuseppa
Lodron. Quel concerto e due divertimenti del 1776-77, il K247 e
il K278, che sono noti con il nome di Lodronsche Nachtmusiken (Serenate
lodroniane) sono dedicati alla contessa stessa.
Durante il viaggio in Italia nel 1776 il compositore fu ospite dai
Conti Lodron. Quel periodo Mozart lo volle immortalare nelle sue
opere: Don Giovanni canta sul Marzemino, il vino tipico di questa
regione, in un duetto con Leporello: "Versa il vino! Eccellente
marzimino!".
Il centro del Palazzo è formato dalla sala del giudizio,
dove furono tenuti i processi alle streghe. Il salone fu anche adibito
a salone per concerti e Mozart pare fosse rimasto entusiasta dall'acustica
di questa sala. Anche oggi, come allora, serate musicali, concerti
o conferenze trovano in questa sala un ambiente ideale e speciale.
Il soffitto della sala da pranzo è arricchito da un affresco
del XVI secolo racchiuso da una cornice ovale di stucchi. Un artista
sconosciuto dipinse il Conte Ludovico Lodron in battaglia contro
i Turchi. Si trova poi un grande tavolo per 16 persone, i cassettoni
e un grande armadio.
Il salotto è dominato da una stufa a ole del XVII secolo
e il pavimento è quello originale. Dal balcone in legno (costruito
agli inizi del 1900) si può ammirare un bel panorama sulla
Vallagarina.
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