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PROGRAMMA
2008
30 APRILE - 1 MAGGIO
FESTA PROPIZIATORIA PER CELEBRARE L'INIZIO DELLA PRIMAVERA

"Calendimaggio" in origine era "kalendae",
derivato dal latino kalare (annuncio).
Presso i romani indicava l'annuncio delle festività che il
Pontefice Massimo dava ogni primo del mese; queste feste, del kalendimaggio,
consistevano in lunghe processioni nei campi e riti propiziatori
alle divinità agresti.
In era cristiana, e ancora tutt'oggi, tra la fine di aprile e i
primi giorni di maggio avvengono le rogazioni, cioè processioni
religiose lungo le strade di campagna, un auspicio del mondo contadino
per i raccolti della nuova stagione.
Nel mondo contadino, la festa del calendimaggio è quindi
l'annuncio della rinascita della natura dopo i rigori dell'inverno,
l'auspicio ad un buon raccolto, e in un certo senso anche il segno
della rinascita dell'uomo, la vittoria della luce sul buio, della
magia buona sulle malefiche stregonerie.
La notte di Santa Valpurga, il 30 aprile, era la notte magica della
veglia in cui si cacciavano le streghe (personalizzazione di ogni
paura) e si strappavano le frasche dai noccioli per costruire le
bacchette dei maghi, e il primo maggio rappresentava il passaggio
dalla paura delle forze del male alla luce della primavera e del
nuovo raccolto, una notte liberatoria dalle vecchie paure e bene
augurante per la nuova stagione.
Verso il XVII secolo il Calendimaggio venne sostituito dal "maggio
sacro" della Chiesa e più recentemente, dal 1889, dalla
"Festa del lavoro".
Nogaredo, legato anticamente alle streghe (le ultime processate
e condannate nel 1647), trova nel Calendimaggio il simbolo della
magia oltre la paura, della riflessione sul femminile e sulla ricerca
del ben essere inteso come armonioso equilibrio della persona.
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