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Di seguito sono elencate alcune regole per affrontare
al meglio un'escursione in montagna:
- allenatevi fisicamente facendo qualche camminata "in
valle" (le persone sopra i 45 anni o con problemi cardiologici
o respiratori consultino il medico in quanto l'altitudine può
creare problemi)
- progettate l'escursione: munitevi di carte topografiche
per seguire i sentieri e contattate eventualmente le Guide Alpine
o le sezioni locali del CAI-SAT, segnalate a qualcuno "in
valle" il percorso che si intende effettuare e l'orario presunto
di rientro, preparate l'equipaggiamento (vestiario "a cipolla");
fate una buona colazione ricca ma leggera, per fornire energia
senza appesantire lo stomaco
- per la prima mezz'ora di cammino tenete un ritmo lento
e aumentate progressivamente l'andatura, onde evitare il rischio
di immediata stanchezza ed esaurimento fisico. Il polso non deve
superare i 130 battiti al minuto
- fate pause ogni due ore di cammino. Durante le pause
mangiate (pane, biscotti, cioccolata, alimenti proteici e vitaminici,
frutta secca, cibi ricchi di amidi) e bevete molti liquidi possibilmente
arricchiti di sali e integratori minerali (almeno 3 litri nel
corso della giornata evitando l'uso di alcol) anche se non avete
sete: ogni perdita di liquidi comporta un aumento della densità
del sangue ed il rischo di problemi (rapido affaticamento, ipotermia,
trombosi)
- oltre i 2000 metri s.l.m. prendete il tempo necessario
per acclimatarvi, altrimenti potreste soffrire di mal di montagna
(sintomi quali: mal di testa, tosse, nausea, vomito, debolezza,
malessere generale) - scendendo di quota, tali sintomi quasi sempre
migliorano
- attenti al tempo: informatevi sullo sviluppo delle condizioni
atmosferiche prima della partenza (www.provincia.tn.it/meteo/)
e fate ritorno alla base se durante il percorso notate un cambio
improvviso. In caso di temporale in arrivo (si formano generalmente
nel pomeriggio), cercate un luogo riparato, abbandonando creste
e punti esposti - durante le escursioni lasciate a casa catenite,
collane, braccialetti, anelli e qualsiasi cosa può essere
pericolosa in caso di temporale
- vi siete persi. Che fare? Prima di tutto mantenete la
calma e cercate un luogo sicuro (non cercate di tornare a valle
a caso). Usate il segnale di soccorso alpino: segnale ottico o
acustico da lanciare sei volte al minuto, al quale far seguire
un minuto di pausa e così via (la risposta a questo segnale
consiste nel lanciare tre volte in un minuto il segnale e poi
ripeterlo dopo un minuto di intervallo) - lasciate sempre a valle
indicazioni sul vostro percorso
- in caso di incidente date l'allarme al 118 - Trentino
Emergenza (cosa molto utile in montagna è infatti il nostro
inseparabile telefono cellulare - le zone sono quasi tutte coperte,
al limite basta spostarsi anche di poco per trovare quel minimo
di segnale necessario).
COMPORTAMENTO DA TENERE IN SITUAZIONI DI EMERGENZA
Date l'allarme chiamando il 118 - Trentino Emergenza.
Riferite chi dà l'allarme - dove si trova l'infortunato (luogo
esatto) - cosa è successo e quando - quanti feriti e loro
condizioni generali (stato di coscienza, presenza di battito cardiaco
e respiro spontaneo).
In caso di intervento dell'elicottero fornite informazioni circa
le condizioni di visibiltà, il vento, eventuali ostacoli
al volo (teleferiche, linee elettriche) e possibilità di
atterraggio.
Solo se siete in grado di farlo, valutate le condizioni del paziende
e adottare le relative misure:
- se è assente lo stato di coscienza: posizionate il paziente
sul fianco
- se è assente la respirazione: praticate la respirazione
artificiale
- se è assente il battito del cuore: fate un massaggio cardiaco
esterno
poi esaminate il paziente:
- se sono presenti sospette lesioni alla colonna vertebrale: non
muovetelo
- per sospette fratture: immobilizzate l'arto
- per emorragie esterne: tamponate con fasciatura stretta
- per presunte emorragie interne: comprimete la zona e posizionate
gli arti più alti della testa
- insufficienza respiratoria o cardiaca: alzate leggermente il busto
- ipotermia: date da bere al soggetto bevande calde e ripatelo dal
freddo
ELISOCCORSO
Alzate entrambe le braccia per indicare di aver bisogno di un elicottero.
Alzate il braccio destro e tenete abbassato l'altro per indicarne
il non bisogno.
Con l'elica in movimento avvicinarsi solo frontalmente all'elicottero
(mai dalla parte della coda!) e solamente al cenno del pilota -
sci e bastoni vanno tenuti in mano in senso orizzontale.
Per le operazioni di atterraggio, l'elicottero necessita di una
superficie priva di ostacoli di 25 m x 25 m (e nessun ostacolo lungo
il corridoio di avvicinamento) e una superficie piana di 6 m x 6
m per l'atterraggio. Radunate tutti gli oggetti che potrebbero essere
sollevati in aria dal flusso d'aria causato dal movimento delle
pale (giacche, zaini). In inverno, battete la neve con gli sci sulla
piazzola di atterraggio.
Tutte le persone, tranne chi fa le segnalazioni all'elicottero,
devono rimanere in gruppo.
COSA NON DEVE MANCARE NELLO ZAINO DI UN ESCURSIONISTA
abbigliamento: scarponi da montagna - maglione - giacca
a vento - impermeabile - guanti - biancheria intima e maglietta
per cambiarsi - copricapo
protezione solare: occhiali da sole - crema solare - stick
per labbra
per l'orientamento: guide e carte topografiche - altimetro
- bussola
borraccia e alimenti vari - torcia con batterie di riserva - valigetta
del pronto soccorso - bastone da escursione - binocolo
Ricordatevi di non fare mai escursioni da soli e di riportare a
valle i vostri rifiuti.
I sentieri sono segnati, a cura della SAT (Società
Alpinisti Tridentini), con dei segnavia: la bandierina bianco-rosso
o rosso-bianco-rosso che riporta anche il numero del sentiero (indicato
anche sulle carte topografiche). I segnavia sono generalmente dipinti
su sassi, sui tronchi di alberi o su tabelle segnaletiche infisse
nel terreno, comunque sempre ben visibili.
I picchetti segnavia indicano la continuità del sentiero
su prati e pascoli, mentre gli ometti di pietre indicano la continuità
del sentiero su terreni aperti d'alta montagna. Si raccomanda di
seguire sempre i sentieri segnati, in modo particolare se non si
conosce bene la zona.
Per maggiori informazioni cliccate SAT
- Società degli Alpinisti Tridentini
I rifugi (troverete il telefono nelle pagine dei percorsi
escursionistici) sono aperti dal 20 giugno al 20 settembre. Eventuali
anticipazioni o prolungamenti di apertura sono a discrezione del
gestore. Nella maggior parte dei rifugi alpini è stato introdotto
l'uso del sacco-lenzuolo personale per il pernottamento (obbligatorio
nei rifugi SAT). Tali sacchi si possono acquistare direttamente
nei rifugi.
Non toccate i fiori, ce ne sono di protetti (come le stelle alpine)
e potreste rischiare una multa.... munitevi piuttosto di macchina
fotografica e tornerete a casa con qualche piccolo pezzo di paradiso
per abbellire magari il desktop del vostro pc.
LE ZECCHE
Nota su un piccolo inconveniente: la puntura di una zecca.
In Trentino la zecca è molto piccola (come una testa di spillo)
ma può arrivare, succhiando il sangue, a 12 mm, con un colore
marrone.
Le zecche non saltano e non volano, si trovano nelle zone umide
ricche di cespugli, ai margini dei boschi, sull'erba e sulle piante,
di solito a quote inferiori a 1300 metri.
La puntura di zecca può portare infezioni, malattie o causare
reazioni di tipo allergico.
Per evitare di essere punti, camminate sui sentieri tracciati evitando
l'erba alta e non sedetevi sull'erba, indossate calzini e pantaloni
lunghi e calzate scarpe da trekking o comunque non sandali, usate
repellenti cutanei per insetti.
Al ritorno da un'escursione espezionatevi attentamente per individuare
eventuali zecche e toglietele afferrandole con una pinzetta e tirando
verso l'alto. Disinfettate bene e controllate di essere vaccinati
contro il tetano. In caso di impossibilità a togliere la
zecca da soli, rivolgetevi al pronto soccorso. Per un mese controllare
la zona della puntura e rivolgersi ad un medico se si manifestano
sintomi come febbre, arrossamento, mal di testa, dolori alle articolazioni.
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