Descrizione
Salendo dalla Valle dei Molini imboccando il bivio verso Noarna, troviamo il castello sulla destra oppure, uscendo dal paese di Noarna, di fronte. L'immobile è di proprietà privata, sede di un'azienda vitivinicola.
Il nome Castelnuovo (menzionato già nel secolo XII) fa supporre l'esistenza di un edificio più vecchio e reperti di tombe romane e longobarde, rinvenimenti come una spada in bronzo, una spada ritenuta di epoca longobarda e monete romane, lo confermano. L'attuale aspetto dell'edificio è il risultato di più fasi costruttive, che risalgono al 1500-1600.
Nel '200 in possesso dei vescovi, appartenne fino alla fine del 1200 ai Conti di Castelnuovo, passò poi al potente casato dei Castelbarco (i cui feudi comprendevano, tra l'altro, anche il castello di Sabbionara d'Avio) fino al 1486 quando Giorgio e Paride di Lodron lo assalirono e conquistarono.
Con Nicolò Lodron il castello assunse l'aspetto attuale: da fortificazione di uso difensivo venne trasformato in edificio residenziale. Nicolò, investito del feudo nel 1532, sposò Gentilia Contessa d'Arco (dalla quale ebbe un figlio - Gasparo) e in seconde nozze Beatrice di Castellalto.
Nella seconda metà del 1800 la famiglia Lodron si trasferì nel palazzo di Nogaredo e il castello venne utilizzato prima solo come residenza estiva, poi, verso la fine del secolo, definitivamente abbandonato. Dal 1974 il castello è proprietà della famiglia Zani.
Il primo nucleo fu costruito sui resti di una fortificazione di epoca romana a guardia della rete viaria del tempo e a controllo della navigazione sul fiume Adige.
Si accede al castello varcando un cancello e seguendo il viale fino al ponticello soprastante il fossato che circonda l'immobile e ci immette oltre le mura, passando attraverso la torre di guardia. Ai lati del portale si notano ancora oggi i fori per le catene del ponte levatoio in legno una volta esistente, gli stemmi dei conti Lodron col leone rampante e dei conti d'Arco. Oltrepassata la torre, una gradinata ci conduce al secondo posto di guardia, formato da un portone e una finestra con inferriata, a fianco un muro merlato con i segni del camminamento delle guardie.
Nella parte centrale troviamo l'elemento fondamentale per la struttura difensiva di un castello: il Mastio (risalente al XIII secolo e non modificato da successive ristrutturazioni), formato da una torre ornata da una merlatura guelfa, due locali di guardia e le immancabili (per un castello) prigioni, dove furono rinchiuse le streghe di Nogaredo. Da notare anche gli archi a tutto sesto in pietra rossa nei muri circondanti il mastio.
Dal cortile del mastio si accede alla Cappella, con navata a crociera. La pala sull'altare (datata 1580 e attribuita a Paolo Naurizio) rappresenta l'incoronazione della Vergine e sono raffigurati anche i Santi Nicola e Francesco. La cappella fu dedicata a S. Nicola sia in onore di Nicolò Lodron, che la commissionò, sia per il motivo che tale santo era il protettore dalle pestilenze che a quell'epoca infestavano la valle. Prima di lasciare la cappella, vale la pena di notare, sopra la porta da cui siamo entrati, la loggia lignea decorata con motivi floreali da cui la famiglia Lodron assiteva alle funzioni religiose.
Tornati nel cortile, accediamo all'atrio, con una bella volta affrescata con festoni, putti, gli stemmi delle famiglie Lodron, Castellalto e Arco, episodi mitologici.
Gli affreschi della volta dello scalone d'onore (seconda metà del 1500) richiamano quelli di Michelangelo della Cappella Sistina di Roma: troviamo la creazione degli Astri, la separazione della luce dalle tenebre e una figura di Ignudo. In basso, profeti e sibille. Nelle lunette sono raffigurate scene cavalleresche ambientate nelle valli trentine (nella lunetta a fianco della porta gotica si riconosce la Vallagarina con Castel Noarna, Castel Pietra e Castel Beseno).
Salendo al piano superiore, si accede alla Stuba Magna, arricchita con affreschi raffiguranti le guerre d'indipendenza e religiose dei Paesi Bassi. Furono realizzati per le nozze di Massimiliano Lodron (figlio di Gasparo Lodron e Anna Berka) e Sibilla Fugger, nel 1602. Nella sala troviamo rappresentati gli stemmi delle famiglie Lodron, Berka e Fugger.